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GIOVANNI BATTISTA DE ANDREIS

 

Giovanni Battista De Andreis, pittore, incisore, scultore (1938). Prima personale a Imperia nel 1954, all’età di sedici anni. Allievo prediletto di Emilio Scanavino al Liceo Artistico di Genova. A Milano conosce e frequenta, presentato dal suo maestro, i protagonisti dell’avanguardia milanese, Lucio Fontana e il gruppo degli spaziali. Nel frattempo Felice Casorati e Francesco Menzio lo premiano Pennello d’oro 1956 a Cervo, il primo di numerosi premi. Vive a Milano fino a metà degli anni ’80, da cui si trasferisce prima in Liguria e a partire dal 1995 nelle Marche. Nel periodo milanese prende parte attiva alla vita artistica con esposizioni, premi e contatti di lavoro e amicizia con i principali protagonisti della cultura e dell’arte. Conosce e frequenta Salvatore Fiume, Gastòn Orellana, Maurice Henry, Renato Carosone, Luciano Berio, Ibrahim Kodra, Gabriele Mucchi, Karl Plattner, Adriano Spatola, Franz Borghese, Ennio Calabria, Davide Lajolo, Ernesto Treccani. Molto attivo in tutti i campi dell’incisione, per importanti editori e promotors che hanno sostenuto la sua immagine in tutta Italia con mostre ed edizioni prestigiose.

DA DESTRA: EMILIO SCANAVINO, DE ANDREIS, AURELIO CAMINATI, PLINIO MESCIULAM, ALLA GALLERIA S. MATTEO DI GENOVA, 1956

Tra le personali più significative dopo il 1980: Le streghe al Museo del Sannio di Benevento (1983), antologica al Museo Castello di Montesegale (1988), galleria Santerasmo di Milano, galleria Anholter Mühle di Isselburg (1991), galleria Italarte di Roma (1996). Antologica Paintings & Drawings al Museo Villa Faravelli di Imperia e Badalucco (2008).

Presente nelle principali expo d’arte nazionali e nei principali dizionari d’arte contemporanea, l’opera di De Andreis può riassumersi in circa cento mostre personali in Italia e all’estero, trecento edizioni nelle diverse tecniche di grafica originale per editori italiani ed esteri, tremila opere su carta, circa trenta originali o multipli in scultura. In preparazione cataloghi sull’opera dipinta e incisa.

Estremamente vivo e attento al suo tempo, come si è espresso Elio Galasso, direttore del Museo del Sannio di Benevento, De Andreis è artista cui «si addice il silenzio perché gli è estraneo il chiaccherìccio della moda che contraddice la sua lezione più importante, ovvero l’amore maniacale per la precisione, l’avversione per ogni superficialità.»