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La bellezza ritrovata di Carlo Cordua – Galleria Domenico Purificato – Roma

 

Dal 21 maggio al 30 giugno la Galleria Domenico Purificato di Roma ospita la mostra personale di Carlo Cordua.
È un viaggio attraverso le suggestioni e la coesistenza di luci e colori della natura e il titolo dell’esposizione “La bellezza ritrovata”, bene riassume l’impegno dell’artista.

La mostra si compone di una ventina di opere in cui Cordua rappresenta la grande ricchezza della natura che non solo allieta i nostri sensi attraverso la sua bellezza e molteplicità, ma che è in grado di risvegliare più di quanto possiamo immaginare la nostra curiosità facendoci riflettere sulla sua origine e sulla sua intima connessione con l’uomo. “Mi piace dipingere la natura che è l’opera d’arte più grande mai creata, perché proprio in essa risiede il segreto della vita – sottolinea lo stesso Cordua – ma ultimamente purtroppo l’uso esagerato della tecnologia ci distoglie da questa bellezza e ce la fa dimenticare: questa mostra è dedicata soprattutto ai giovani che volgono il loro sguardo sulle immagini artefatte dei loro tablet perdendo il senso della vera bellezza e della vera ricchezza”.

E proprio per sottolineare questo suo desiderio, l’artista ha voluto che a presentare la sua mostra sia proprio una giovane psicologa Giuliana Politi di soli 24 anni, “Voglio che a parlare ai giovani stimolandoli a ritrovare la gioia di osservare la bellezza del mondo che ci circonda sia proprio un giovane che parla ai suoi coetanei, con lo stesso sguardo e lo stesso linguaggio”.

Nelle opere dell’artista napoletano, la luce è ottenuta con l’utilizzo di molti colori, pastelli e olii attraverso procedimenti antichi e complessi.
Il risultato, di grande qualità espressiva ed emotiva, è la maestosa raffigurazione degli elementi della natura e paesaggi campestri dove si scopre ciò che è incantato nel mondo e che le tele di Carlo Cordua manifestano e lo rendono visibile. E non solo, di ogni elemento della natura Cordua ne fa una rappresentazione che parla al senso del bello e del gusto rappresentando leggi naturali incantate nella realtà del mondo, perché siano fruibili da una sfera più intuitiva che razionale, penetrando nell’essenza di chi osserva.

Molti critici si sono espressi sull’arte di Carlo Cordua, ed è giusto ricordarne qualcuno tra i più preparati. Tommaso Paloscia su “La Nazione”: “… Nei suoi paesaggi, i confini fra realtà e invenzione sono sempre incerti. Cordua muove dal territorio che gli è più familiare – Golfo di Napoli , le isole, la Costa d’Amalfi – ma poi cede alla tentazione di costruire il “suo” paesaggio, quello che nasce dal cuore Napoletano del pittore.Perchè Cordua rimane sopratutto un artista legato alla cultura e alle tradizioni della sua terra.Questo vuol dire che la sua pittura affonda le radici in quella figurazione che ha esaltato il nostro Sud …”

Alberico Sala su “Il Corriere della Sera”: “Sotto l’urto di nuove mode ( purtroppo anche l’arte vive spesso di questo male) , sembrava che il vedutismo di sapore ottocentesco – sia pure rivisitato con occhio nuovo e diversa sensibilità – fosse ormai finito. Ed ecco, invece, la riproposta, intelligente e creativa, di Carlo cordua, un’artista che dal passato prende solo la straordinaria capacità di fare pittura, perchè per il resto è, sotto ogni aspetto , uomo e pittore del suo tempo …

Franco Solmi Direttore Galleria d’Arte moderna di Bologna: “Una pittura di sicuro richiamo e di particolare bravura dove il colore dà vita a immagini di grande suggestione.Le marine di Carlo Cordua, ma anche le sue visioni campestri, hanno la sapienza dei maggiori paesaggisti.La rappresentazione non è mai fotografica, ma avvolta in una luce che dissolve e consuma ogni elemento” .

Vito Apuleo su “Il Messaggero” “Ho esaminato a lungo, e con attenzione, sia i dipinti che i pastelli, e devo dire che sono stati questi ultimi a conquistarmi pienamente. Cordua pittore è sicuramente un paesaggista di notevole talento, ma il pastellista si apre ad una carica di emozione e di poesia che ha pochi riscontri.A me i pastelli hanno fatto pensare al grande Casciaro, e non è accostamento da poco.